Le Pagelle del 2 Giugno 2007

BIANCHI vs ROSSI 9-6
Stadio Portonaccio Roma 6
Spettatori: Rosy e Viola

I Bianchi

Oliver Kahn 6: alla riconsegna del ruolo di numero 1 dei Bianchi, l’emulo dell’ex portiere del Karlsruhe offre una prova compatta, ma che non regala acuti ai suoi estimatori e non lascia certo gridare al miracolo. Pur se in buona condizione fisica,il ventiduenne ha ancora qualche remora di troppo ad uscire sui palloni scottanti che piovono nell’area di sua competenza, a causa di un infortunio patito qualche tempo fa. Proprio per questa mancanza di serenità e per il suo sfolgorante completino di Jorge Campos subisce un paio di goal evitabili( da sottolineare però che La Moviola si è accesa sull’episodio del contrasto con Alessandrigno), macchiando un poco la sua prestazione. Un paio di buone risposte e ,tutto sommato, la sua gara finisce in pareggio, anche perché raramente impensierito dalla moscia potenza di fuoco Rossa. Rivedibile . Vitor Baia

Paolo 6.5: le cronache della vigilia lo davano per zoppo e moribondo, ma il Tricolor che non ti aspetti, galvanizzato dal fascino della sfida dell’old Firm romano, getta il cuore oltre l’ostacolo e, alla fin fine, risulta una delle pedine vincenti nello scacchiere bianco con le sue percussioni con palla incollata al piede nella metacampo di dominio rosso. Novella figura di libero staccato con la spiccata propensione a far male, Paolo toglie spesso dai pasticci una retroguardia piuttosto improvvisata senza mai ricorrere al lancio lungo e ragionando coi compagni. Qualche sgroppata dalla parti di Andrea senza particolare successo ed un errore su pallone chiamato da Oliver, tutto considerato ( infortunio fasullo compreso) un buonissimo match, gagliardo e diligente. Nicola Berti

Samuele 6.5: Al rientro nei ranghi del Sabato dei Campioni, Samuele non delude le ( a dir la verità) non esagerate attese come arcigno terzino sinistro; costretto per tutta la partita ad incessanti due contro uno sulla sua fascia lascia poco spazio all’iniziativa Rossa, macinando chilometri su chilometri rincorrendo torvamente Alessandro, che ad un certo punto, ridicolizzato, è forzato ad un cambio di fronte d’attacco. Davanti si fa vedere col contagocce e,sotto sotto, gliene siamo tutti intimamente grati. Tassotti

Marco 6.5: arrivato in ritardo in quanto vittima di una visione abbacinante di Cecchi Paone travestito da Padre Pio, lo stolido ed implacabile stopper difensivo dei Bianchi è più spaesato del dovuto al centro di un pacchetto arretrato quanto mai improvvisato ed è costretto, pertanto, a svariare parecchio. Proprio per questo, o forse per la suddetta apparizione estatica, si getta con frequenza che non gli riconosciamo all’attacco in veste di ispiratore e regista non ufficiale. Marca , in tutto ciò, piuttosto efficacemente Alessandrigno pur non standogli col fiato sul collo e spesso si rende pericoloso in area avversaria. Titubante, ma ben oltre la sufficienza. Fernando Hierro

Federico 7:in seguito agli strascichi polemici delle ultime due esibizioni del Calcio di Sabato, finalmente e fatalmente Federico ha l’opportunità, ghiotta e dorata, di soffiare il ruolo di centrocampista centrale al più quotato e venerando Paolo, che non fa certo rimpiangere. La convivenza tra i due era sembrata un matrimonio impossibile come quello tra Bobone Vieri ed Adriano, Bobone Vieri e Ronaldo, Bobone Vieri e la Canalis, Bobone Vieri e sua madre e , sicuramente, non mancherà di far discutere ed accalorare i Bar Sport di tutta via di Portonaccio ancora a lungo. Per nulla perturbato dalla nuova politica dei prezzi dell’ ipercarni e dalla possibilità che questa non sponsorizzi più il Real Madrid, Federico, sosia di Gourcouff in tutto e per tutto, cerca di non far dormire sonni tranquilli al più anziano Tricolor. Classe cristallina e stile di gioco impeccabile, il regista fa breccia nel cuore della illustre tradizione calcistica Bianca, da sempre al contrario della scuola rossa ricca di talenti, e ben più spesso nella impantanata difesa comandata da un quasi insuperabile Andrea. Tanto lavoro per lui anche in fase di copertura, con chiusure efficaci e sicure sulle prorompenti incursioni a suon di rimpalli di Ciccio. Il Paoli è avvertito. Dhorasoo

Maiolica 6,5: Corre, Crossa, suda e, udite udite, tira. Il Maiolica non sarà magari in vena di grandi numeri circensi o di giocate raffinate questo Sabato, ma, ammesso ciò, va detto che, benché alle prese coi soliti e triti diverbi con Ciccio, sorprendentemente anche e soprattutto per chi lo conosce bene il quasi ventenne tifoso dei Gunners offre alla non nutritissima platea un saggio di quanto, quando vuole, sa e può essere concreto. Pochi e rari i dribbling sfacciati cui ci ha abituati e molta corsa lungo l’out di destra, represso in quel ruolo per la presenza di due cannonieri veri al centro dell’attacco Bianco. Immola il bel calcio “artigliere” sull’altare del Sacrificio e concede agli astanti una gara che fa lustrare gli occhi per la meraviglia sgomenta ai più. Ma il malcontento per il suo utilizzo serpeggia e si minaccia un cambio di sponda per i prossimi tempi. Brian Laudrup

Afef 8: Chi lo dava per spacciato dopo l’esperienza Rossa e l’appellativo affibbiatogli di Inutilman è stato definitivamente forzato a ricredersi e a rimangiare amaramente le sue parole di scherno. Questo Afef, immarcabile e aggressivo su ogni palla, oltre a perpetuare continuamente e superbamente la sua personale crociata contro la regola del fuorigioco, è un giocatore rinato. Segna a raffica, risultando una spina nel fianco per i rivali, e concede anche spettacolo, stoppando e saltando l’uomo con la confusione che solo a lui riconosciamo. In lizza per il premio di MVP della mattinata: Afef is Back e ,come il suo sosia coloured al Newcastle, è risorto dalle sue ceneri. Araba Fenice. Oba Oba Martins

Antonio 5.5: Tutto si può dire di questo centravanti puro fuorché che gli manchi il vizietto di buttarla in fondo al sacco; proprio per questo si stenta a riconoscere e ad inquadrare in una qualche ottica la sontuosa messe di assists e suggerimenti che il nostro fornisce alacremente questo sabato ai compagni. Per solito molto più incline al trasformare sotto porta le idee di altri, nell’ultimo match , Antonio è parso vagamente smarrito e ha fatto affidamento solo sulla sua levatura tecnica per far scordare a tutti la pochezza effettiva del suo score finale. Eppure in questa posizione di trequartista à la Rui Costa è quasi un Pesce fuor d’acqua. Ma lo conosciamo bene e sappiamo che si è trattato di un incidente di percorso. Cristophe Dugarry

I Rossi

Andrea 8: In una parola potremmo racchiudere i miracoli del portiere Rosso con il sostantivo Diga. Il Giovane e brillante prospetto si supera in ripetute occasioni fungendo da unico argine allo strapotere manifesto dei bianchi e candidandosi con prepotenza alla palma di migliore in campo. Lo stile e la grazia nel tuffo non saranno il suo forte, ma quanto a validità ed efficacia delle risposte nulla da eccepire, come scoprono a proprie spese gli attaccanti Bianchi cui respinge pressoché ogni tentativo di gloria. Impegnato con frequenza inumana, dà il meglio di se afferrando coi suoi guantoni quasi tutte le minacce offensive e concedendo solo un paio di topiche comprensibili alla luce dello sforzo prodotto. Semaforo Rosso. Kalac

Dario 6: nel vespaio dell’area Rossa si districa con la consueta vigoria e certezza nei movimenti che rassicura tutto il terzetto di difesa, ma quest’oggi ha a che fare con un imprendibile Afef, che sbuca da ogni angolo dell’accidentato campo gommoso. Il tifoso dei Reds di Manchester, entusiasmato dal nuovo acquisto di Owen Hargreaves per le rimpolpate coorti di Sir Alex, si dimostra in buona forma incutendo anche un certo timore quando sale sui calci piazzati in avanti e contribuendo alla realizzazione del vantaggio Rosso. Bergdolmo

Davide Franki 7.5:nonostante corra il rischio di essere bocciato per la quantità abnorme di sabati che passa sul finto prato che ospita la Madre di Tutte le Partite, Franki non si sottrae coraggiosamente nemmeno a questa sfida, fronteggiando stoicamente il miglior Afef degli ultimi tempi e riuscendo più e più volte a puntellare la sua opera di salvataggi e recuperi fondamentali .Impegna, addirittura, Oliver ad una parata su sua incornata (!) e si garantisce lodi sperticate da ambo gli schieramenti. Rivelazione. Pessotto

Oswald 6: comincia la gara in una posizione piuttosto avanzata, cercando di liberarsi al tiro con una certa assiduità e riuscendo, il più delle volte, a saltare il diretto marcatore.Col passare dei minuti il suo raggio d’azione si accorcia molto e, il giocatore indossante la maglia blaugrana arretra il suo baricentro fino a servire da terzo sostegno della traballante difesa Rossa. In calando, da ultimo, accende la partita del Maiolica redivivo provando in tutti i modi a bloccarne l’iniziativa. Giovanni Van Bronckhorst

Leo(la) 6:Dopo un sublime colpo di tacco al pronti via da cui scaturisce l’1 a 0 Rosso, Leo in consueta tenuta verdefeniano, si perde tra le recriminazioni, uno stato fisico che è quello che è ed alcuni battibecchi eludibili, trascurando bellamente la sua partita con le ovvie conseguenze. Ciò nonostante si fa carico, come al solito,della lenta manovra Rossa e cerca di imbeccare in ogni modo gli inserimenti di Alessandro e l’unica punta vera Alessandrigno. I risultati non sono affatto entusiasmanti, ma lui ci prova, si danna e soffre per la causa, tentando di far fare alla sua compagine il salto di qualità che l’avrebbe portata ad un insperato pareggio. Sette Camicie.Giuseppe Giannini

Ciccio 6.5: Le notti in bianco a cambiar pannolini non devono aver influito particolarmente nella condizione fisica e mentale del più attempato ( ricordiamo la statistica: 36 anni e 106 kilogrammi) campione del Sabato mattina, anima e cuore dell’Armata Rossastra, che segna una rete magistrale nell’indifferenza sorniona di tutti, per poi subire, immortalato inesorabilmente ( e quindi senza possibilità di smentita) da Rosy in una sequenza che farà epoca, un tunnel da Paolo. Partita dispendiosa di energie, giocata in tutti i ruoli e con la grinta e l’agonismo che, da tempo immemore, non gli si vedeva più. Ha l’aria del bentornato. Giovanni Piacentini

Alessandro 6.5: già furoreggiano maledizioni e sacramenti vari, quando Allessandro, ormai nel tardo pomeriggio, si decide a calcare il terreno di gioco per regalarci una serie impedibile di cavalcate sulla fascia. Infaticabile, sprinta senza sosta sulla destra costringendo agli straordinari il pur bravo Samuele, per poi ambire al posto di seconda punta sporadicamente e con risultati piuttosto nefasti. Mai troppo lucido nel controllo di palla e nel mettere in mezzo cross gestibili dalla torre omonima Alessandrino, si spompa abbastanza inutilmente, ad uso e consumo della sagace strategia Bianca. Forse più centrale avrebbe fatto più male alla difesa Bianca.Jean-Pierre Papin

Alessandrigno 7.5:marcato in maniera decisamente meno rude, ma altresì più sapiente da Paolo e Marco, rispetto a quanto avvenuto con Steffen la scorsa settimana, il giovane neoacquisto dei Rossi fatica non poco a trovare la via della porta difesa da Olli, con cui peraltro ha anche uno scontro frontale da brivido. Gigioneggia palla al piede e tira quando può, realizzando anche qualche rete, tuttavia sembra ingabbiato nella morsa “ a zona” costruita attorno a lui dai difensori Bianchi. Dei Rossi è l’unico che lotti e si dibatta in zona goal, e viene spesso lasciato misteriosamente solo dai suoi, che l’assistono poco e maluccio. Ci si può puntare. Tomas Skuhravy

Sintesi
partita incomprensibilmente tesa e seriosa, nonostante i toni ecumenici del pregara con la foto degli acerrimi rivali Bianchi e Rossi uniti in una simbiosi mistica durata piuttosto poco, ma allo Stadio di Via dei Latini, trasudante tradizione e storia, anche questo sabato si è dato sì spettacolo, complice anche il clima idilliaco pseudoprimaverile e due formazioni che si conoscono molto ( c’è chi dice troppo) bene; tuttavia si è trattato di spettacolo meramente agonistico, vuoi per la consistenza dei due pacchetti arretrati ( entrambi dotati di estremo difensore fisso in quest’occasione) o vuoi per la latitanza delle giocate talentuose di un comunque solido Maiolica e di un acciaccato Paoli.
E se il divario tecnico, largamente a favore dei Bianchi, è un aspetto che non si è fatto sentire più del dovuto, va dato atto al vegliardo centrocampo rosso ( costituito dal duo Stanlio-Ollio del Sabato) di aver impostato un ottima partita in fase di copertura, privandosi e privandoci delle consuete discese a suon di sportellate ai fini di una più ottimale tenuta difensiva. A giustificare il ridotto scarto di gol dividente le due compagini c’è anche da annoverare la sfortuna sotto rete di un indemoniato Afef, che da quando ha reindossato la sua canonica maglietta da tennista e non è più marcato da Steffen è quasi indomabile, e di un cincischiante Antonio,troppo prodigo di assists e palle filtranti quanto poco incisivo all’appuntamento con il goali; senza trascurare, inoltre, la quantità irrisoria di tempo che le due formazioni hanno trascorso sul terreno di gioco( ben al di sotto delle ortodosse 2 ore), l’anticipato triplice fischio salva onore e punteggio dei Rossi da un tracollo alla fin fine anche immeritato.
Ha del clamoroso, poi, il duello à la Cristiano Ronaldo vs Ashley Cole innescato dai due superlativi Davide, difficile dire chi dalla irresoluta contesa esca vincitore, sebbene Franki faccia il pieno di elogi tra compagni ed avversari, candidandosi ad una casacca bianca ed illibata per il prossimo Sabato in cui potrà saltare la scuola.
Vari sono i motivi folkloristici che rischiarano questa fiera e gladiatoria disputa calciottistica in questo primo sabato di giugno: il ritorno di Olli tra i pali, la postura e le maniche a alla Marc Lenders di Paolo, la rivincita di un individuo vessato e tormentato dai suoi stessi amici come Davide Franki, il solito manicheismo rosso nel vedere o meno i falli,i doveri familiari di un Ciccio ormai strappato alla sua mascolinità ed i rimpatri di due grandi del passato, e si spera del futuro, Samuele e Oswald.Essendo un sabato festivo, anche i tanto indigesti moscerini abitanti nelle lacune più remote sorte attorno al Qube si prendono un salutare turno di riposo. A dispetto della reclamizzata Festa della Repubblica, invece, non si ha notizia di una parata straordinaria di Oliver, mentre dall’altro lato del campo a far faville sotto la traversa è lo spumeggiante Andrea, che arriva su ogni pallone limitando i danni in casa Rossi.
Dallo Stadio Portonaccio è tutto, ci si vede Sabato prossimo, e speriamo che Leo abbia un matrimonio!

In Loving Memory of Patata, Paesano & Alì .

By Steffen Von Frien